PROGRAMMA 2015

Linea di confine, terra di confine, oltre il confine, senza confini, passare i confini: la demarcazione che delimita un territorio o terreno da un altro si applica in maniera estensiva a numerose situazioni e vicende che interessano l’esistenza. Il confine può essere un limite, un termine, la fine, un bordo, una frontiera, l’estremità. Il confine ci può separare o può essere segno di vicinanza. Il confine può insieme far pensare alla chiusura e alla scoperta, alla lontananza e al superamento.

Spesso in effetti si dice che occorre darsi dei limiti ma mai un confine, perché il sorpasso di questo è dare spazio aperto alla crescita della conoscenza, dell’esperienza, di quanto può effettivamente risultare per ciascuno costitutivo , formativo e vitale.

Si ha così a che fare con una categoria sfaccettata, ricca di implicazioni, che nasconde o più apertamente sottintende, generando sempre numerosissimi spunti di riflessione. L’edizione 2015 di “Pensare” vuole partire proprio da qui, dalla ricchezza di suggerimenti che la parola “confine” crea.

A parlare di cosa possa significare il termine “confine” si riuniscono anche quest’anno a Mirandola grandi protagonisti della vita sociale e culturale, in grado di soffermarsi ciascuno proprio su uno dei tanti possibili rimandi che “il confine” riesce a suggerire. Qui s’intrecciano in questi giorni, a discutere di un argomento tanto denso di riferimenti, vari campi del sapere: matematica, letteratura, filosofia, politica, musica, pedagogia…

L’obiettivo resta sempre quello, che evoca di fatto esattamente il vocabolo confine, vale a dire quello di allontanare il rischio che paventava Arthur Schopenhauer, ovvero che ognuno prenda i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo.

Giovedì 9 aprile

Venerdì 10 aprile

Sabato 11 aprile

Domenica 12 aprile